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Prurito anale: cause e trattamenti

Prurito anale: cause e trattamenti

Che cos'è il prurito anale? 

Il prurito anale è una condizione caratterizzata dalla presenza di una sensazione di pizzicore circoscritta all’ano o all’area a questo immediatamente circostante.  

Il prurito è caratterizzato dal bisogno, più o meno impellente, di grattarsi.  

Diverse sono le cause che possono scatenare il prurito; a seconda della causa che ne è all’origine la sensazione di prurito può essere più o meno intensa e più o meno persistente, e spesso si accompagna a dolore e irritazione, soprattutto al momento dell’evacuazione delle feci.   

In molti casi, si accompagna ad altri sintomi, quali eritema, perdite sierose o ematiche.  

Quali sono le cause?  

Sono diverse le cause che possono scatenare il prurito anale. Possiamo suddividerle in cause patologiche e cause non patologiche.  

Partendo dalle cause non patologiche, il disturbo in questi casi sarà transitorio e facilmente eliminabile una volta identificata la causa.

Le principali sono:  

  • Scarsa o scorretta igiene: poca o scorretta igiene comporta irritazione della zona con conseguente prurito. Quest’ultimo può presentarsi in questo caso anche in seguito allo sfregamento con carta igienica o asciugamani poco soffici.   
  • Eccessiva igiene: paradossalmente un’eccessiva igiene della regione anale in particolar modo se effettuata mediante lavaggi frequenti, rimuove lo strato oleoso che protegge la cute. Questo comporta irritazione accompagnata successivamente da prurito.  
  • Biancheria intima sintetica e vestiti non traspiranti e aderenti: tutte queste condizioni determinano eccessiva sudorazione e accumulo di umidità nella zona perianale.   
  • Obesità: anche in questo caso si parla di eccessiva sudorazione e umidità nella zona, rischio di irritazione accompagnata da prurito.  

Per quanto riguarda le cause patologiche, in questo caso il prurito anale è associato ad esempio a:  

  • Emorroidi  
  • Fistole  
  • Gonorrea  
  • Proctite  
  • Ragadi anali  
  • Sindrome dell’intestino irritabile  
  • Stitichezza  
  • Ascesso perianale  
  • Clamidia  
  • Tumore al color retto o all’ano.  

Soffermiamoci su condizioni patologiche come emorroidi, ragadi e fistole anali: 

 Con emorroidi si intende l’ingrossamento dei cuscinetti emorroidari situati sullo sfintere anale, il quale solitamente garantisce la chiusura ermetica dell’orifizio anale. Quando le emorroidi si ingrossano, invece, lo sfintere anale perde la sua funzionalità causando la fuoriuscita involontaria di liquidi e residui fecali. Le emorroidi ingrossate di per sé non sono causa di prurito anale, bensì l’umidità che si crea nella regione anale per via delle perdite è da tenersi responsabile. Essa provoca irritazioni, infiammazioni e prurito anale che possono anche causare un eczema anale. 

Le ragadi anali sono lesioni dell’orifizio anale o del canale anale che provocano fitte di dolore molto intense. Esse possono insorgere in seguito ad un esagerato sforzo evacuativo ma anche a causa delle emorroidi o di attacchi di diarrea. Spesso, queste piccole lacerazioni della pelle o della mucosa anale sono a loro volta la causa dello sviluppo di fistole anali, piccoli tunnel patologici che mettono in comunicazione il canale anale con la cute circostante. 

Prurito anale e alimentazione   

Alcuni alimenti contengono sostanze che quando sono escrete con le feci possono determinare irritazione alla regione anale particolarmente sensibile.

Gli alimenti che più comunemente possono causare prurito anale sono: cioccolato, alcune tipologie di frutta, noci, nocciole, pomodori, spezie, salumi, formaggi stagionati piccanti e alcuni tipi di spezie come pepe e peperoncino. Anche l'eccessivo consumo di alcuni alimenti liquidi può determinare prurito, come caffè, birra, cola, the. Tali alimenti contengono istamina che è un composto che provoca l'infiammazione. 

Con il prurito anale quando rivolgersi al proprio medico?  

Nel caso in cui il disturbo non accenni a regredire nel giro di pochi giorni o in presenza di una delle patologie associate è importante consultare il proprio medico. 

Quali sono i rimedi contro il prurito anale?  

Diversi sono i farmaci utilizzati sotto forma di pomata, da applicare localmente, che possono essere utilizzati per la risoluzione di questo disturbo: antinfiammatori, antimicotici, antibatterici, anestetici.

Il consiglio è, in generale, quello di evitare rimedi “fai da te”: il rischio è quello di acuire il problema, anziché risolverlo.   

Consigli utili per il trattamento 

Tra le indicazioni di carattere generale ricordiamo:  

  • una dieta corretta nel contesto del prurito anale: assumere molte fibre, abbondanti cereali e ortaggi, evitare cibi piccanti e speziati, moderare il consumo di caffè, evitare alcolici, ridurre gli zuccheri.
  • l'accurata igiene intima, da effettuarsi con acqua tiepida e detergenti particolarmente delicati (in alternativa meglio utilizzare soltanto le mani), asciugando per tamponamento con un asciugamano morbido e non per sfregamento; la carta igienica dev'essere particolarmente morbida, in alternativa utilizzare acqua tiepida;  
  • il controllo dello stimolo a grattarsi, che dev'essere per quanto possibile ignorato o risolto pizzicando leggermente la cute attraverso gli indumenti (grattarsi provoca la rottura delle cellule e la conseguente fuoriuscita di sostanze che aggravano il prurito anale);  
  • la scelta della biancheria intima, che dev'essere larga e traspirante (di cotone). 

 

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