Punture e morsi d'estate: sai davvero cosa fare?
Punture di zanzare, api, zecche o meduse? Scopri cosa fare, cosa evitare e come preparare il kit giusto per affrontare l'estate in sicurezza.
L’esposizione ai raggi solari non è solo dannosa: la luce solare, infatti, ha effetti positivi importanti, tra cui:
Tuttavia, una prolungata e non protetta esposizione ai raggi UV può avere effetti negativi importanti, come:
Non tutte le pelli reagiscono allo stesso modo al sole. Per questo motivo, è fondamentale conoscere il proprio fototipo, cioè la classificazione del tipo di pelle in base alla reazione alla radiazione UV.
Secondo la classificazione di Fitzpatrick, esistono 6 fototipi:

Scegli il filtro solare in base al tuo fototipo, un discorso a parte va fatto per bambini e neonati: per loro va scelta una crema solare specifica con un fattore di protezione molto alto, in quanto hanno una pelle molto sensibile. In ogni caso, i bimbi non devono essere esposti ai raggi solari nelle ore centrali della giornata né per molto tempo; durante l’esposizione, è consigliato anche l’utilizzo di cappellino e maglietta.
SPF è l’acronimo di Sun Protection Factor, ovvero il fattore di protezione solare. Questo numero indica quanta parte dei raggi UVB viene bloccata dalla crema rispetto a una pelle non protetta.
Ecco una tabella utile per capire la differenza:
| SPF | Raggi UVB bloccati | Raggi che passano |
| 10 | 90% | 1 su 10 |
| 15 | 93% | 1 su 15 |
| 30 | 97% | 1 su 30 |
| 50 | 98% | 1 su 50 |
| 50+ | fino al 99% | meno di 1 su 50 |
Molti credono che SPF 50 protegga il doppio rispetto a SPF 30, ma la differenza è solo dell’1%. Tuttavia, per le pelli sensibili o chiare, anche quell’1% fa la differenza, soprattutto se si considera che nella pratica, quasi nessuno applica la quantità giusta di prodotto.
Il sole emette tre tipi di raggi ultravioletti:
Per questo, un buon solare deve proteggere da entrambi i raggi: UVB (SPF) e UVA (simbolo circolare UVA o PA+++).
Lo sai quanti danni creano i raggi solari?
· UVA: danneggiano il DNA cellulare e provocano l’invecchiamento cutaneo;
· UVB: causano dei danni immediati come scottature ed eritemi;
· IR: sono responsabili della formazione dei radicali liberi, causano invecchiamento precoce della pelle.
Le formule moderne combinano filtri chimici e fisici:
Spesso troviamo anche ingredienti idratanti, antiossidanti (come vitamina E, niacinamide) e lenitivi (come aloe vera, bisabololo).
L’indice UV misura la forza dei raggi ultravioletti in un determinato momento e luogo. È espresso con un numero da 0 a 15+.
L’indice UV è molto chiaro e spazia da 0 a 15 o 16: più è alto il valore, maggiore è il potenziale danno per la salute della pelle e degli occhi in un tempo più breve. Ai tropici, con sole allo zenit, l’indice UV raggiunge il valore 15 o 16, in Italia invece si ferma a 10. Durante la giornata l’indice UV cambia e raggiunge il picco durante le ore centrali della giornata. Quando il sole è più alto, infatti, i raggi compiono un percorso più breve dentro l’atmosfera, e per questo tra le 11 e le 13 arrivano dal 20 al 30 % degli UV.
L’indice UV cambia anche nell’arco delle stagioni e dipende dalle condizioni meteo. In Italia e, più in generale nelle regioni temperate, gli UV raggiungono la massima intensità in estate e la minima in inverno. Anche le condizioni meteo posso influire. Le nuvole possono infatti diminuire l’intensità dei raggi UV, con un calo che va dal 10% in presenza di velature al 70% con cielo coperto.
I raggi UV sono molto più pericolosi in montagna che al mare. La radiazione ultravioletta aumenta con l’altitudine. In una settimana trascorsa a 2000 metri di quota a luglio si riceve una quantità di UV simile a quella che si assorbe durante 3 mesi di mare. Anche durante l’inverno i raggi UV sono più “forti” in montagna: nel trimestre invernale si riducono di 8 volte in montagna e di 16 volte in pianura. Inoltre, bisogna contare gli UV riflessi: al mare la sabbia riflette circa il 25% dei raggi UVB, mentre la neve in montagna ne riflette circa l’80%.
L’indice UV varia durante il giorno (massimo tra le 11:00 e le 15:00) e dipende da:

Nei test di laboratorio si usano 2 mg/cm² di pelle. Tradotto nella pratica, un adulto dovrebbe applicare:
Una confezione da 200 ml basta per circa 6 applicazioni complete. Se dura tutta l’estate… non l’hai usata abbastanza!
Molti credono che usare una crema SPF 50 significhi non abbronzarsi. Falso! L’abbronzatura arriva comunque, solo in modo più graduale, sano e duraturo. Inoltre, previene eritemi e macchie solari.
1. Applicare una crema solare ad ampio spettro: utilizzare una crema solare con un SPF di almeno 30, riapplicandola ogni due ore, o più spessi quando si suda o si nuota;
2. Indossare indumenti protettivi: come cappelli a tesa lunga, occhiali da sole, abiti che coprano la pelle esposta;
3. Cercare l’ombra: soprattutto nelle ore di punta, dalle 10:00 alle 16:00, quando i raggi UV sono più intensi;
4. Idratarsi: bere molta acqua per evitare la disidratazione causata dal sole;
5. Ascoltare il proprio corpo: se si avverte una sensazione di pizzicore o bruciore, è il momento di ripararsi dal sole.
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